Balcani

Dove, come e… perché?

Il segreto dei Balcani?

Un fantastico connubio di paesaggi incantevoli ti aspetta non aldilà di un oceano sperduto bensì del nostro ben più vicino Mare Adriatico, prendendo un comodo traghetto con la tua auto al seguito o, se preferisci e se ti è più comodo, via terraferma oltrepassando il confine italiano in Friuli o presso Trieste. Può sembrare un ritorno al passato, alle tradizioni autentiche che riecheggiano in questo angolo di Europa, e in parte lo è pure; in realtà queste proposte di viaggio su misura per te che leggi sono un pretesto per farti conoscere e apprezzare un mondo in cui Occidente e Oriente si fondono in un mix unico, in una terra che sin dall’antichità ha sempre avuto una storia assai travagliata ma che negli ultimi anni si è messa il vestito migliore in modo da presentarsi con discrezione, voglia di stupirci e farci riflettere che esistono nuove mentalità, nuovi modi di pensare e vedere il mondo, a volte in antitesi al pensiero dominante occidentale a cui siamo abituati da secoli.

“Vogliamo aiutarci e aiutare chi verrà dopo di noi lasciando un mondo molto più salubre e umano?”

In qualità di Travel Designer posso aiutarti a viaggiare in modo responsabile e sostenibile.

PARLIAMOCI CHIARO…BANDO AD AEROPORTI, che tradotto significa niente code pre-imbarco estenuanti, niente scossoni né turbolenze atmosferiche o perdite repentine di pressione in cabina, niente ansia, niente cancellazioni o ritardi, qui l’unica autorizzata a volare è la fantasia che si sbizzarrisce e che talvolta si scontra con realtà a volte ancor più stupefacenti di quanto potessimo immaginare a distanze non irraggiungibili da casa…

HO PENSATO CHE STIAMO DAVVERO ANDANDO INDIETRO NEL TEMPO, senza considerare quanto poco ne abbiamo per arginare i danni fatti finora al clima: 599 euro all’anno per volare liberamente su 800 destinazioni non nazionali. E passi che bisogna prenotare 72 ore prima, che comunque bisogna pagare il bagaglio e altri limiti che renderanno l’offerta molto meno appetibile: è il messaggio che conta, cioè questo: usiamo gli aerei come gli autobus, scorrazziamo per i cieli il più possibile, incuranti delle conseguenze sul clima.

Paola D'Ambrosio

L’overtourism

D’altronde, a inquinare non sono solo gli aerei, ma anche le navi da crociera, insomma tutto, in un’epoca di overtourism senza più limiti. Ma l’aereo resta un mezzo che andrebbe usato con parsimonia, perché altamente inquinante e climalterante. Se n’era parlato un po’ quando Greta Thunberg decise di raggiungere New York con il catamarano, proprio per dare un messaggio sul tema. Era il 2019, è passato solo qualche anno con una pandemia in mezzo e tutto è tornato come prima, anzi PEGGIO.

Colpevolizzare il consumatore che acquista, per certi versi, è sbagliato, certo…

Il problema è sempre l’offerta a monte e ancor di più un sistema costruito per consumare, quindi anche volare, sempre di più, nonostante l’aggravarsi della crisi climatica. Anche l’aumento delle turbolenze in volo causate proprio dal cambiamento climatico per ora non ha portato a nessuna riflessione, troppo frenetiche sono le nostre vite, specie quelle di molti che si spostano in maniera compulsiva, mentre la stragrande maggioranza delle persone nel mondo non ha mai preso un aereo, pur subendo le conseguenze delle emissioni di questo settore (in questo senso, i voli sono un’immagine emblematica della diseguaglianza globale). 

Certo, spostarsi in aereo è comodo e bello. Ma almeno cerchiamo di limitare i voli a quelli strettamente necessari, vagliando eventuali alternative, che a volte ci sono, non sono sempre stressanti e, soprattutto, a due passi da casa. Se anche noi non cominciamo a cambiare mentalità, le aziende continueranno a non cambiarla, e così il sistema, in un circolo vizioso che non ha fine. Lo slogan “All You Can Fly” sembra tanto moderno, ma in realtà esprime un messaggio, e una mentalità, che dovrebbero appartenere al passato.

Diminuire l’impatto delle emissioni delle navi al porto: sottoscritto l'accordo “Ancona blue agreement” (articolo apparso su Ancona Today, 26/10/2024)

Sottoscritto da Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Capitaneria di porto di Ancona, Comune di Ancona, compagnie di navigazione dei traghetti e delle crociere e agenzie marittime con lo scopo di diminuire l’impatto delle emissioni delle navi nello scalo dorico.

Nasce dall’obiettivo di ridurre l’impatto delle emissioni in atmosfera da parte delle navi che arrivano e ormeggiano nel porto di Ancona. È l’accordo volontario “Ancona blue agreement”, promosso da Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Capitaneria di porto di Ancona e Comune di Ancona nella volontà condivisa di favorire l’utilizzo di buone pratiche per diminuire l’effetto sulla città della permanenza delle navi traghetto e crociere nelle aree portuali.

Stabilisce di anticipare volontariamente di sei mesi, nell’area portuale di Ancona, l’obbligo di utilizzare combustibile ad uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1% rispetto all’attuale 0,5%.

La nuova normativa, in applicazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78 per la prevenzione dell’inquinamento causato dalle navi include, a partire dal 1 maggio 2025, il mare Mediterraneo nell’area ad emissione controllata (Seca-Sulphur emission control area ossia zona di controllo delle emissioni di zolfo). Nel mondo sono già in vigore altre aree Seca, nel mare del Nord, nel Baltico, sulle coste del Canada e degli Stati Uniti, inclusa l’area caraibica degli Usa. 

L’anticipo di alcuni mesi dell’applicazione di questa normativa specificatamente al porto di Ancona, punto di imbarco per i Balcani, rappresenta un significativo contributo alla riduzione degli effetti determinati dalla sosta delle navi in porto, in particolare traghetti e crociere.

Paola D'Ambrosio

Questo è un primo e significativo passo verso la sostenibilità, è un esempio di responsabilità ambientale. L’attuale situazione impone un aumento della consapevolezza ambientale e di conseguenza l’attuazione di comportamenti più sostenibili.

Le navi traghetto infatti rappresentano il sistema di trasporto con il minor ammontare di emissioni in proporzione al peso trasportato e alla distanza percorsa. Stiamo parlando di una quantità di emissioni 10 volte inferiore a quella legata al trasporto stradale e 50 volte inferiore rispetto al trasporto aereo.

Prima di tutto, dunque, l’impronta ecologica: grande attenzione al lato green della vacanza incentivando il cosiddetto turismo lento, quello che permette cioè di assaporare il tempo della vacanza con la calma necessaria: tour enogastronomici, giri in bicicletta o itinerari a piedi che permettano una vera e propria immersione nel luogo visitato. Attenti, quindi, ai piccoli particolari da riscontrare nell’architettura di edifici e chiese che profumano di storia, l’atmosfera di un luogo e di incantevoli giardini e magnifici parchi nazionali, un calice di vino. Ogni esperienza va vissuta fino in fondo per portarsi a casa un ricordo durevole da condividere con amici e parenti.

Perché ti consiglio questa parte d’Europa?

Te lo dico subito, senza tanti giri di parole!

  • É molto PIU’ SICURA rispetto ad altre parti d’Europa e del mondo

  • LA CUCINA ti stupirà con semplici ricette dai sapori decisi realizzati con materia prima locale

  • LE STRADE CITTADINE generalmente si presentano pulite e ordinate

  • LA NATURA INCONTAMINATA sarà sempre da sfondo ai tuoi itinerari, dato che non esistono molte grandi città inquinate e caotiche né zone industriali dall’alto impatto ambientale

  • Ti approccerai con CULTURE ARCAICHE AFFASCINANTI molto legate alle tradizioni popolari, quindi un po’ un ritorno alle origini

  • Troverai LUOGHI GENERALMENTE MENO AFFOLLATI rispetto ad altre mete europee o mondiali, dove potrai cogliere la magia di atmosfere d’altri tempi in molti angoli

  • Infine… IL TEMPO qui in molti luoghi, soprattutto in contesti rurali, sembra essersi fermato per cui le relazioni umane rivestono un ruolo di primo piano e i ritmi di vita sono più rilassati e a misura d’uomo rispetto a quelli frenetici delle nostre città

Comunità fa rima con felicità

Cosa voglio dire con questo?

Paola D'Ambrosio

Se fino a poco tempo fa le grandi città e le mete turistiche tradizionali erano le preferite, oggi anche i piccoli borghi rurali stanno vivendo una rinascita grazie al lavoro strategico degli operatori turistici locali attivi nei territori, che hanno saputo valorizzare questi tesori nascosti. Questi operatori hanno reso possibile la scoperta di luoghi che fino a poco tempo fa erano sconosciuti ai più, promuovendoli come mete ideali: rappresentano uno stile di vita autentico, fatto di ritmi lenti, contatto con la natura e soprattutto comunità accoglienti.

Conoscere la storia dei Balcani significa scoprire un pezzo di Europa che troppo spesso si tende a considerare lontano ed estraneo. Addirittura il termine “Balcani” è rifiutato dai popoli stessi che li abitano… deriva dalla lingua turca e in origine indicava genericamente una catena montuosa. Una dominazione come quella turco-ottomana (dal turco osmanlï «appartenente a Osman», dal nome di Osman I Ghazi, fondatore della dinastia ottomana) non si può ridurre solamente alle atrocità commesse durante cruenti battaglie che si sono succedute nei secoli. Infatti questo dominio di quasi 500 anni di convivenza tra etnie, lingue e religioni diverse in un’unica area ha consentito che si sviluppassero affinità e relazioni tra vicini nell’ambito locale, in un crogiuolo unico tutto da scoprire e da vivere.

I prossimi passi insieme

Ora tocca a te! Se vuoi esplorare il magico mondo dei Balcani puoi farlo attraverso le parole e le immagini di questo sito, oppure iniziando a progettare insieme il tuo prossimo viaggio. 

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